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Silvia Meani

Silvia Meani
Silvia Meani, responsabile per la Distribuzione ed il Retail della Women's Jewellery Association ci racconta la sua carriera, gli step fondamentali per la sua crescita e dà un suo suggerimento alle socie Wja per riuscire al meglio nell'ambito della distribuzione e del retail.

Qual è stato il suo percorso formativo?

Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti a Venezia, ho iniziato da subito a lavorare, proseguendo il mio percorso formativo come si suole dire “sul campo”.

Ciononostante, non ho tralasciato di mantenermi aggiornata, sovrapponendo agli impegni professionali vari Corsi di formazione che spaziano su diversi temi, dall’ Area Commerciale a quella Gestionale.

I Corsi mi hanno accompagnato nelle diverse tappe della mia crescita professionale, offrendomi un supporto formativo importante, ecco l’elenco dei Corsi “chiave”:
Corso di Gestione delle Vendite, di Marketing strategico ed operativo, di Comunicazione, di Trade Marketing Strategico ed operativo, di Gestione Finanziaria, di Controllo di Gestione, di Gestione delle Risorse Umane, di Public Speaking, di Buyer Direttore agli acquisti, di Gestione del Retail, di Visual Merchandising, di Business Intelligence, Vari Corsi informatici per Office e recentemente alcuni Corsi sull’ E-Commerce, argomento che attualmente mi interessa moltissimo.
Insomma, non ho mai smesso d’imparare sul campo e sui banchi … facendo mio il detto “o ti formi o ti fermi”.


Quali sono stati i momenti chiave per arrivare al ruolo che ricopre oggi?

Il mio, è stato un percorso di crescita professionale molto fluido e progressivo, non ho saltato le tappe anzi ho fatto in modo di passare alla tappa successiva nel momento in cui ero pronta per farlo e potevo dare il meglio.
Ho iniziato giovanissima come Area Manager, nel settore dell’arredamento collaborando con HAAS di Milano e con Ralph Lauren Home Collection.
Poi sono passata al settore abbigliamento nel Gruppo La Perla come Area Manager, coordinando la rete vendita, la rete distributiva e i grandi Clienti Direzionali.
Nel Gruppo La Perla, ho avuto ottime occasioni di crescita personale e professionale, sono stata selezionata per un programma formativo di TRADE MARKETING condotto da uno staff di consulenti di comprovata esperienza ed alto profilo cimentandomi, nelle più avanzate tecniche di gestione del Retail Business.

Successivamente, sono entrata nel mondo del gioiello, grazie a Pomellato, che nei primi anni del 2000 stava intraprendendo un complesso programma di risanamento e rilancio aziendale.
Mi sono trasferita a Milano per guidare il reparto Commerciale del Brand Pomellato ed introdurre le logiche del Trade Marketing, con l’obiettivo di sviluppare il Business attraverso processi di riqualificazione, formazione ed informatizzazione della rete vendita. La mia collaborazione ebbe termine nel 2007 dopo aver raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati.

Successivamente, ho collaborato come Direttore Commerciale con Pasquale Bruni e poi con Chantecler.
Quest’ultima, è una dinamica ed originale azienda caprese di Alta Gioielleria, nella quale ho operato sia come Direttore Commerciale che come Chief Operating Officer.
Insieme alla proprietà, abbiamo avviato un percorso di riorganizzazione molto sfidante, sviluppando il business nazionale e riavviando quello internazionale, con significati risultati anche nel Retail e nel Franchising.

Recentemente, invece, ho ricoperto il ruolo di Amministratore Delegato di Recarlo, storica azienda del settore gioielleria Classica, nella quale ho potuto occuparmi di tutti gli aspetti legati al Brand, dal prodotto, alla comunicazione fino alla commercializzazione pluricanale. Con soddisfazione, ho impostato un nuovo modello di business e un nuovo sistema organizzativo, rafforzando la struttura ed introducendo nuove professionalità, attraverso il reclutamento di professionisti qualificati che collaborano attivamente con lo staff esistente.
Recarlo ha oggi una struttura più forte ed elastica, che saprà affrontare con successo i cambiamenti imposti dal percorso di sviluppo programmato, quello internazionale e quello del retail.

Attualmente, attraverso una società privata, mi sto dedicando con grande passione ad interessanti progetti Start-Up legati al mondo del gioiello e del lusso.


Un suggerimento per avere successo.

Mi permetto di suggerire di mantenere sempre alto l’ascolto, del mercato, dei competitor, dei consumatori e di non sottovalutare le opinioni dei propri collaboratori.

Sapere cosa accade intorno a noi ed al nostro mondo, è un grande vantaggio competitivo, ci consente di manovrare tatticamente gli strumenti per raggiungere i nostri obiettivi.
In poche parole, consiglio di mantenersi informate ed aggiornate, anche attraverso la nostra associazione.
Ogni luogo di scambio è prezioso, reale o virtuale non è importante, l’importante è la qualità degli interlocutori e penso che questo team sia di altissima qualità e quindi …. perché non approfittarne?


Di cosa ha bisogno il mondo del gioiello oggi?

Magari lo sapessi, ma qualche idea ce l’avrei…. tornare ad investire pesantemente in ricerca ed innovazione per mantenere inalterato l’alto livello creativo che ci contraddistingue nel Mondo; oggi o ti distingui o ti estingui.
Per me, i temi chiave da affrontare nel mondo del gioiello sono, la creatività e lo sviluppo internazionale, perché la crisi economica, che ha caratterizzato questi anni, ha smorzato l’entusiasmo e i tagli dei costi hanno ridotto all’essenziale le attività di sopravvivenza.

Insomma, si è smesso di investire in ricerca, innovazione e sviluppo prodotto, con il triste risultato di una “fuga dei Designer Italiani all’Estero”, proprio in quell’estero che sembra l’unica salvezza per tutte le aziende italiane.

Ma non è una sfida facile, quando le fondamenta del mondo del gioiello sono costituite da tanti artigiani di piccole e medie dimensioni con poche risorse, organizzative ed economiche.

E’ difficile pensare allo sviluppo internazionale o alla ricerca ed innovazione quando si sopravvive …. ma non esiste alternativa, quindi sono convinta che l’unica possibilità sia creare un sistema di rete d’impresa.

Questo comporta un cambio di mentalità, che oggigiorno sembra problema insormontabile, ma se si tiene alto l’ascolto e ci si guarda attorno con attenzione, si può vedere con fiducia i tanti esempi esistenti, in altri paesi o in altri settori.
Allearsi per combattere le guerre e vincerle, in fondo sono secoli che lo facciamo …..

WJA ITALY

Storia

Il 6 maggio 2001 14 donne hanno dato vita al capitolo italiano di WJA, Women’s Jewelry Association, un’organizzazione che negli Stati Uniti conta su oltre mille associate, donne che operano con entusiasmo e passione nella Jewelry Industry a livello mondiale e che oggi, attraverso questo importante network, condividono le proprie storie personali e professionali per raggiungere i più ambiziosi risultati, sostenendosi reciprocamente...

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Board

Consiglio Direttivo

  • Presidente (con delega alla Formazione) Alba Cappellieri
  • Vicepresidente (con delega al Marketing) Pilar Coin
  • Past President (con delega alla Produzione) Licia Mattioli
  • Tesoriere/Segretario Alessandra Agrò
  • Distribuzione e Retail Silvia Meani
  • Internazionalizzazione Francoise Izaude
  • Comunicazione e Media Sonia Benigni
  • Fiere ed Eventi Patrizia Rovaris
  • Rapporti con le Istituzioni Irene Pivetti

Delegate poli orafi territoriali

  • Valenza Alessia Crivelli
  • Arezzo Paola Bagnoli
  • Vicenza Claudia Piaserico
  • Milano Isabella Traglio
  • Napoli TDG Francesca Liverino

Contenuti e Web

  • Livia Tenuta

Segreteria e Organizzativa

  • Carolina Lotto

Statuto

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Mission

WJA Italy ha l’obiettivo di unire le diverse competenze delle donne legate al panorama orafo per creare collaborazioni e sempre nuove connessioni tra le diverse aree.

Il progetto, la produzione, la formazione, la promozione e la comunicazione rappresentano la forza e la speranza del mondo del gioiello ma devono dialogare e fare sistema e la WJA vuole essere il palcoscenico di questo incontro.

WJA nel Mondo